Veglia di Natale

Dante, tra vizi e virtù.

“Chi ascoltare? Chi vuoi seguire?”
Sono queste le domande che ci hanno accompagnati per tutto questo “breve viaggio” all’interno dell’Inferno, domande che possono apparire dalla semplice risposta ma che, se affrontate nel modo giusto, ci possono offrire nuove opportunità e strade, quelle che solo Dio sa. E se devo dirla tutta mi sono proprio ritrovato in questa cosa. Prima prendevo con superficialità ogni domanda che mi ponevano nei momenti di riflessione ai gruppi, ogni argomento di cui parlavamo, ogni cosa, ora, invece, ho imparato a pensare in modo concreto, con la speranza e la voglia di cercare di trovare risposte che mi indichino la via e che tolgano quei dubbi che nella vita ci sono sempre.
Questa veglia, anche se breve, ha fatto capire molte cose, a partire dall’importanza delle persone; nonostante fossimo solo una decina di persone a recitare la parte, in mezzo al pubblico, in mezzo alle famiglie, c’era un’altra famiglia: il gruppo animazione, che ci supportava ogni secondo, che rideva per i costumi dei personaggi, ma che soprattutto credeva in noi. E credo sia questa una delle componenti più importanti e belle in un gruppo: il credere ognuno nell’altro, è questo che ti spinge a fare tanto per te e per gli altri.