Tra i luoghi di Don Bosco
“Non sotterrate i talenti, i doni che Dio vi ha dato. Non abbiate paura di sognare cose grandi”
Questa è la frase che conclude il nostro cammino sulle orme di San Giovanni Bosco, che ci ha accompagnati per tutto il campo alla ricerca della santità. Ma facciamo un passo indietro.
2 gennaio 2023, ore 7.30 di mattina, le parrocchie di San Floriano, Salvatronda e Campigo partono alla volta di Torino, 6 ore di autobus che passano al volo, tra risate, soste e i sorrisi di 60 ragazzi pronti a vivere una nuova avventura. Arriviamo quindi a Colle Don Bosco, e, tra corse per cercare di accaparrarsi il letto migliore e innumerevoli giochi, iniziano le prime attività, proprio per conoscere meglio Don Bosco, che ha accompagnato ognuno di noi dall’inizio alla fine di questo meraviglioso viaggio. Abbiamo ascoltato con attenzione la storia di come la madre, Mamma Margherita, l’abbia spinto a seguire la sua vocazione per la salvezza della sua anima, di come Dio l’abbia chiamato a mettersi a servizio dei giovani, e di come realizzò questa chiamata attraverso i suoi molti sogni. Visitando Valdocco abbiamo scoperto la magica atmosfera dell’oratorio, la bellezza di poter stare in un luogo in cui ci si sente accolti sempre e comunque e in cui si può essere sempre amati, avendo come compagni di viaggio la fede, i propri doveri e soprattutto l’allegria nel cuore. Ci siamo avventurati per le vie di Torino affidandoci gli uni agli altri, conoscendo nuove persone e considerandone alcune a cui prima non facevamo caso, abbiamo imparato cosa significhi essere un gruppo unito dall’amore che Dio prova per tutti noi. Sono state infinite le emozioni vissute in questo campo, segnato dal viaggio, da domande, dall’allegria e da tanti sogni che Don Bosco ha fatto entrare nel nostro cuore. Nel momento in cui mi hanno parlato per la prima volta di Colle Don Bosco e di come questo posto fosse in grado di cambiare le persone, non ne ero totalmente convinta. Però bisogna ammettere che fa un certo effetto camminare negli stessi luoghi in cui ha camminato Don Bosco, vivere le stesse emozioni che ha vissuto lui, trasmettere lo stesso amore che ha trasmesso lui e affidargli completamente i nostri desideri e le nostre paure, perché possa renderci dono e amore per chi ci sta intorno. Ho imparato che in certi momenti c’è solo bisogno di un po’ di fiducia: in sé stessi, negli altri, nel proprio futuro e soprattutto in Dio. A volte siamo così persi nei nostri problemi che non ci rendiamo conto di essere amati, e che Lui ha in serbo per noi qualcosa di meraviglioso, che ci stupirà molto più di quanto possiamo pensare. Si rende custode di noi, e ogni tanto basterebbe avere il coraggio di aprire le finestre del nostro cuore per vedere le stelle che ha piazzato sul nostro cammino. Dio ci osserva con gli occhi dell’amore, per proteggerci e sostenerci, facendo nei cuori dei piccoli miracoli. Ogni tanto è bene fermarsi, rendersi conto dell’amore che ci circonda per poterlo donare a nostra volta ed essere noi stessi un piccolo miracolo nella vita degli altri. In fondo, si sopravvive dell’amore ricevuto, ma si vive dell’amore donato. In questo campo abbiamo imparato che quando i cuori sono accesi dall’allegria e dalla fiducia, diventano strumenti di comunione, e quindi di amore.
E tu, ti fidi? Vuoi essere un po’ di Dio per gli altri?
Un avventura con Don Bosco
A tutti quelli della nostra età servirebbe vivere un’esperienza come quella che abbiamo vissuto noi a Torino.
Immersi in un mare di avventure ed emozioni credo che quei giorni ognuno se li porterà nel cuore per sempre a modo proprio.
Ho avuto l’occasione di scoprirmi e navigare nei miei pensieri e nei miei dubbi, scoprendo lati di me che chissà per quanto tempo ancora sarebbero rimasti nascosti. Mi sono confidata e ho scoperto delle persone meravigliose con cui prima avevo avuto a malapena l’occasione di parlarci, e ho fatto tutto ciò dal vivo senza uso di cellulare, guardandole negli occhi. Anche tra di noi, ragazzi e ragazze, abbiamo avuto modo di conoscerci meglio.
Dal punto di vista spirituale e religioso, è stato un continuo conoscere, apprendere ed imparare. Anche se breve, è stato sotto questo punto di vista un piccolo percorso personale, in cui – almeno per me – ho avuto modo di sentirmi più vicina a Dio.
Tutte le esperienze fatte e i momenti formativi vissuti insieme mi hanno arricchito molto.
Non vedo l’ora di poter partecipare di nuovo ad un’esperienza così!
Lo consiglio a chiunque!
4 giorni INSIEME a Don Bosco alla scoperta della nostra anima
Colle Don Bosco
60 animatori
4 giorni
Difficile raccontare ciò che è successo durante questo campo, tante attività, tante persone, tante emozioni, ma poco tempo e troppe poche parole per descriverlo.
Come al solito durante le nostre attività il tempo passa come un fulmine, per via di tutto ciò che facciamo insieme. Io credo che questa sia la parola che abbiamo vissuto di più nell’effettivo, lo stare insieme. Le vacanze di Natale per noi sono due settimane di pace in mezzo a quello che è il periodo scolastico, e chi più, chi meno è un periodo molto impegnativo. Dedicare anche solo 4 giorni a vivere però totalmente insieme ti fa dimenticare di tutto il resto per divertirti e riflettere su te stesso, perché in breve il campo è consistito in questo. Questo tempo ci ha permesso di intensificare tanti rapporti e quindi conoscere meglio tante persone, nel mio caso conoscere ad un livello molto profondo i miei amici, e mi ha insegnato a considerare anche le persone esterne con cui non abbiamo troppi contatti, come i ragazzi/ragazze di campigo e salvatronda, permettendomi di legare anche con alcuni di loro. Poi arriva la parte di riflessione personale, io personalmente ho trovato molto interessanti le attività di riflessione proposte dai nostri animatori più grandi perché credo che se svolte nel modo giusto, ti aiutano a capire meglio te stesso e come comportanti per cercare di essere una persona disponibile per gli altri, cercando di dare il giusto peso ad ogni cosa che ci accade, apprezzando quelle piccole, ed essere un po’ (come Don Bosco) un dono, mettere a disposizione qualcosa di bello e tuo per gli altri. Certo nessuno di noi è perfetto, però ogni tanto cercare di lasciare anche solo un ricordo positivo alla persona/e che incontri, è una cosa da apprezzare per me. Non sto qui a descrivere le attività svolte in particolare per evitare di farlo diventare un tema scolastico (un saluto alla prof di italiano). Però una cosa la voglio condividere, che è la cosa degli oratori che io apprezzo di più e non do mai per scontato. Ossia che quando arriviamo in un oratorio a praticamente qualsiasi ora del giorno c’è qualche ragazzo che gioca a qualche sport, ed essendo per me lo sport molto importante, vedere che un luogo di incontro con dio può essere anche l’unico luogo dove ragazzi di ogni tipo si trovano a giocare insieme per me è qualcosa di bellissimo.























